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    RITIRO O CONSEGNA

    Condizioni Generali di Vendita

    *shopcappelli.com * racchiude  pambalduina.it - pamsimonemartini.it - pambiondi.it 

     

    Come funziona shopcappelli.com

    shopcappelli.com  è un servizio che ti permette di ordinare la spesa online  e di riceverla nelle fasce orarie da te preferite direttamente a casa o con ritiro  presso i Punti Vendita del gruppo.

    Tutte le attività sono svolte direttamente da personale qualificato dei supermercati PAM GRUPPO CAPPELLI

     

    Come funziona il servizio di Spesa on line

    Il servizio è fruibile da qualsiasi dispositivo con collegamento a internet previa registrazione e consenso del cliente.

    Il sistema è adeguato alla normativa GDPR

     

    Cos’è il GDPR ?

             

    Il Parlamento Europeo, nell'aprile 2016, ha approvato il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) [Regolamento (UE) 2016/679], entrato in vigore dal 25 maggio 2018

     Per ulteriori informazioni : https://it.wikipedia.org/wiki/Regolamento_generale_sulla_protezione_dei_dati

     

    Disponibilità servizio, Orari e giorni

    L’accesso al sistema shopcappelli.com è sempre attivo, quindi è possibile fare la spesa on line in qualsiasi giornata in qualsiasi ora selezionando alla fine la data e ora di consegna disponibili.  vedi * ORDINI * 

    Il supporto al cliente è disponibile tutti i giorni dalle 7.30 alle 21.00, compresa la domenica.

     

    * ORDINI *

    Orario di consegna

    L’orario di consegna viene richiesto dal sistema una volta confermato l’ordine – Carrello Spesa

      

     

    Aggiunta prodotti ad un ordine già confermato

     

     

     Il Cliente ha la possibilità di aggiungere prodotti da un’ordine già confermato: 

     

     

     

    * PREZZI *

     

    Consegna

    La consegna ha un costo base di 3.90 € per una spesa minima di 80 €   

    Eventuali  diminuzioni di prezzo possono essere legate a campagne promozionali, abbonamenti ecc..

     

    Politica dei prezzi di vendita

    La nostra filosofia riguardo ai prezzi di vendita al pubblico è quella di unificare il più possibile il Negozio fisico al Negozio on line, nel corso dell’anno ci saranno forme di incentivazione e promozioni per tutte e due le tipologie di vendita.

    Questo darà la possibilità al cliente di sfruttare le  “Opportunity” di entrambi i Negozi.

    Prodotti a peso

    Per quanto riguarda i prodotti a peso si potranno avere delle piccole differenze rispetto alla quantità ordinata e quella effettiva, questo naturalmente potrà fare lievitare alcuni prezzi che naturalmente rimarranno in un limite minimo accettabile  

    I prezzi al Kg dei prodotti rimarranno sempre quelli presenti al momento dell’ordine.

     

    Addebito sulla carta diverso dall'importo totale del carrello

    In alcuni casi l'importo addebitato risulterà diverso da quello proposto sul totale spesa, come già anticipato nel capitolo  "Prodotti a Peso"

    • Può accadere che sia impossibile fare coincidere la quantità ordinata con la quantità effettivamente pesata
    • Alcuni prodotti non sono più disponibili al momento del prelievo sullo scaffale da parte del personale addetto (vedi anche la sezione Spedizioni, Resi , Proposta Prodotti Mancanti)

    in tutti i casi si può avere sia un totale di poco inferiore oppure un totale di poco superiore rispetto al totale carrello.

     

    Limiti valore e quantità ordine prodotti

    PamBalduina.it per quanto riguarda i prodotti con spedizione ha fissato dei valori minimi e massimi sia per il totale della spesa che per la quantità di alcune tipologie di prodotti "ingombri", mentre i prodotti con ritiro direttamente al Punto Vendita sono esentati dai limiti.

     

    TABELLA RIASSUNTIVA LIMITI  
    PRODOTTO N°PRODOTTI SINGOLI CONTRIBUTO EXTRA   INGOMBRO H L P
    ACQUA MINERALE 24  € 1,00 ogni 6 bottiglie   

     

    DIRITTO DI RECESSO


    I diritti del Cliente sono tutelati dal D. Lgs 206/2005 s.m.i.. Il Cliente ha, pertanto, il diritto di recedere dal contratto, anche parzialmente, senza spiegazioni e senza aggravio di spese, a condizione che il recesso sia comunicato mediante raccomandata A/R a S.P.C. SRL  -  Piazza della Balduina., 48 - 00136 Roma, o via posta elettronica certificata (pec) all’indirizzo pec spcbalduina@pec.it entro 14 giorni lavorativi dal giorno del ricevimento dei prodotti. La comunicazione può essere anticipata, entro lo stesso termine, tramite e-mail (all'indirizzo pambalduina@tim.it), fax : numero  06/35340248  oppure  telegramma, a condizione che sia confermata mediante raccomandata A/R o pec entro le 48 ore successive. Tale comunicazione dovrà specificare la volontà di recedere dall'acquisto ed il prodotto o i prodotti per i quali si intende esercitare il diritto di recesso, allegando copia dello scontrino.
    Il Cliente dovrà quindi restituire a proprie spese il prodotto secondo le seguenti modalità:

     

    * PAGAMENTI *

     

     I metodi d pagamento accettati da shopcappelli.com sono: 

     

    ON LINE

     

     

     

     

     

    SIGNIFICATO SIMBOLOGIA shopcappelli.com 

     

     

     DI SEGUITO VENGONO DESCRITTI I SIMBOLI CHE TROVERETE IN ALUNI PRODOTTI 

     

    SIMBOLOGIA CHE IDENTIFICA UN PRODOTTO "SENZA GLUTINE"

    Gli alimenti che riportano la dizione “senza glutine” non sono stati compresi nel campo di applicazione del Regolamento Food for specific group (FSG) perché le dizioni “senza glutine”, e “a contenuto di glutine molto basso”, come disciplinate dal Regolamento (UE) 828/2014, sono confluite tra le informazioni da fornire con l’etichettatura su base volontaria, ai sensi dell’articolo 36 del regolamento (UE) 1169/2011 (FIC= Food Information to Consumers).

    In linea con le disposizioni del regolamento (UE) 828/2014, quando un alimento è formulato per essere espressamente destinato ai celiaci in sostituzione degli alimenti caratterizzati dalla presenza di cereali fonte di glutine, in etichetta la dizione “senza glutine” può essere seguita dalla dizione “specificamente formulato per persone intolleranti al glutine” o “specificamente formulato per celiaci”.

    Nel caso degli alimenti fabbricati con ingredienti privi di glutine, invece, la dizione “senza glutine” può comunque essere ammessa e può essere seguita dalla dizione “adatto alle persone intolleranti al glutine” o “adatto ai celiaci”, che ne lasciano ferma la destinazione ad un consumo generale.

    Con il DM 17 maggio 2016 è stata mantenuta l’erogabilità, da parte del SSN, degli alimenti senza glutine “specificamente formulati per persone intolleranti al glutine” o “specificamente formulati per celiaci”, in quanto tali alimenti rappresentano, nel quadro normativo attuale, i prodotti precedentemente inquadrati come prodotti dietetici senza glutine.

    Secondo il DM 17 maggio 2016, gli operatori del settore alimentare, per ottenere l’erogabilità, hanno la facoltà di provvedere alla notifica al Ministero della salute dei predetti alimenti, che qualora ne sussistano le condizioni, vengono inseriti nel registro nazionale.

    Consulta il registro nazionale

     

    Alimenti senza glutine 

    • Regolamento 1155/2013 che modifica il regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori per quanto riguarda le informazioni sull’assenza di glutine o sulla sua presenza in misura ridotta negli alimenti
    • Regolamento (UE) 828/2014 relativo alle prescrizioni riguardanti l'informazione dei consumatori sull'assenza di glutine o sulla sua presenza in misura ridotta negli alimenti

     Erogabilità di prodotti destinati ad una alimentazione particolare a carico del SSN

    • Decreto del Ministro della sanità 8 giugno 2001: Assistenza sanitaria integrativa relativa ai prodotti destinati ad una alimentazione particolare
    • Decreto 4 maggio 2006: Limiti massimi di spesa per l’erogazione di prodotti senza glutine, di cui all’art. 4, commi 1 e 2, della legge 4 luglio 2005, n. 123 recante “Norme per la protezione dei soggetti malati di celiachia”
    • Decreto 17 maggio 2016: Assistenza sanitaria integrativa per i prodotti inclusi nel campo di applicazione del regolamento (UE) 609/2013 e per i prodotti alimentari destinati ai celiaci e modifiche al decreto 8 giugno 2001.

     

    Consulta il portale del Trovanorme

    FONTE: http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=982&area=Alimenti%20particolari%20e%20integratori&menu=dietetici

     

      

    SIMBOLOGIA CHE IDENTIFICA UN PRODOTTO "SENZA LATTOSIO"

    Secondo i programmi della Commissione UE, l’articolo 36 del Regolamento Foof information to Consumers (FIC) dovrà essere modificato in futuro per includere anche le indicazioni sull’assenza di lattosio o il suo contenuto ridotto negli alimenti, armonizzando le condizioni che giustificano tali indicazioni.

    A livello nazionale, in attesa dell’armonizzazione, l’indicazione “senza lattosio” può essere impiegata per latti e prodotti lattiero-caseari con un residuo di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o 100 ml.

    I prodotti con tale indicazione devono riportare l’informazione in etichetta sulla specifica soglia residua di lattosio con modalità del tipo “meno di ..”. La soglia indicata deve risultare comunque inferiore a 0,1 g per 100 g o 100 ml.

    Solo per i latti e i latti fermentati può essere impiegata l’indicazione “a ridotto contenuto di lattosio” se il residuo del disaccaride è inferiore a 0,5 g per 100 g o 100 ml. Sulle etichette di tali prodotti va riportato che il tenore di lattosio è “meno di 0,5 g per 100 g o 100 ml”.

    Per fornire una informazione precisa ai consumatori sui contenuti dei prodotti delattosati “senza lattosio” o a ridotto tenore di lattosio”, va riportata in etichetta anche una indicazione del tipo “Il prodotto contiene glucosio e galattosio in conseguenza della scissione del lattosio”.

    Per alimenti non contenenti ingredienti lattei eventuali indicazioni sull’assenza di lattosio devono risultare conformi alle condizioni previste dall’articolo 7 del regolamento (UE) 1169/2011 e, ove del caso, devono contenere termini del tipo “naturalmente” per informare sul fatto che non contengono galattosio, a differenza degli alimenti delattosati.

     FONTE:http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=4465&area=Alimenti%20particolari%20e%20integratori&menu=dietetici

     

     

    SIMBOLOGIA CHE IDENTIFICA UN PRODOTTO "SENZA SALE"

      Considerato che la gran parte del sale ingerito proviene dai prodotti alimentari presenti sul mercato (in primo luogo pane e prodotti da forno, formaggi e salumi) e che limitare il sale aggiunto a casa, in cucina e a tavola, sebbene fondamentale, influisce soltanto in parte sui consumi quotidiani, la sfida è da un lato sensibilizzare i consumatori sulla possibilità di ridurre il consumo domestico dall’altra promuovere presso l’industria alimentare la riduzione del contenuto di sale nei prodotti trasformati.

     

    Attraverso l’impegno congiunto del Ministero della Salute, con il Programma Guadagnare Salute, di organizzazioni non governative come la Società italiana di nutrizione clinica (SINU) e il Gruppo di lavoro Intersocietario per la Riduzione del Consumo di Sale in Italia (GIRCSI) dell'Istituto superiore di sanità (ISS) e delle Regioni, nonché la collaborazione dell’industria alimentare e di alcune aziende di ristorazione collettiva, si sta investendo per aumentare la consapevolezza dei cittadini e rendere più facili le scelte salutari.

     Nell’ambito dell’obiettivo di promuovere prodotti sani per scelte sane il Programma Guadagnare salute ha favorito la riduzione del consumo di sale anche attraverso accordi volontari con l’industria alimentare e con le principali associazioni nazionali dei panificatori artigianali per riformulare una ampia gamma di prodotti disponibili sul mercato, a partire dal pane, prima fonte di sale nell’alimentazione degli Italiani. Il Ministero della Salute, attraverso il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM), ha sostenuto, inoltre, alcuni progetti che hanno consentito la raccolta di informazioni sui consumi di sale dei cittadini italiani di ogni età. La conoscenza dei fenomeni è, infatti, il primo elemento di ogni strategia di promozione della salute e di prevenzione.

     FONTE: http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=2860

     

    SIMBOLOGIA CHE IDENTIFICA UN PRODOTTO "VEGANO"

    L’alimentazione vegetariana e vegana fa bene alla salute. A dirlo questa volta è direttamente il Ministero della Salute, che ha certificato la bontà, sotto il profilo nutrizionale, dei regimi privi di alimenti di origine animale. Seppur passata in sordina, la presa di posizione del Ministero guidato da Beatrice Lorenzin è stata sancita in maniera ufficiale in una pubblicazione diffusa in occasione dell’evento internazionale organizzato durante Expo 2015 “Nutrire il pianeta, nutrirlo in salute” dello scorso ottobre. Nel volume, dedicato ai principi della sana alimentazione, un intero capitolo è incentrato proprio sull’alimentazione vegetariana e vegana.

    È noto che una dieta vegetariana conferisca protezione dalle malattie cardiovascolari, da alcuni tipi di neoplasie (in particolare colon e tratto gastroenterico e vie respiratorie), e sia associata a una riduzione della mortalità per tutte le cause. Rispetto alle diete vegetariane – sottolinea la pubblicazione ministeriale – ladieta vegana sembra offrire un’ulteriore protezione dall’insorgenza di obesità, ipertensione, diabete mellito di tipo 2 e mortalità cardiovascolare, soprattutto nel sesso maschile”. Gli effetti positivi sulla salute dell’alimentazione vegetariana e vegana, spiega il documento, sarebbero da ricondurre al contenimento del pese corporeo spesso associato a una dieta priva di alimenti di origine animale, ma anche alla maggior presenza di antiossidanti e fibre propria di una dieta ricca di verdura e frutta fresca

     FONTE: https://www.vegolosi.it/news/alimentazione-vegetariana-e-vegana-via-libera-del-ministero-della-salute/

     

     SIMBOLOGIA CHE IDENTIFICA UN PRODOTTO "BIOLOGICO"

    L'agricoltura biologica è un tipo di agricoltura che sfrutta la naturale fertilità del suolo favorendola con interventi limitati, vuole promuovere la biodiversità delle specie domestiche (sia vegetali, che animali), esclude l'utilizzo di prodotti di sintesi e degli organismi geneticamente modificati (OGM).

    https://ec.europa.eu/agriculture/organic/organic-farming_it

    http://europa.today.it/euro-fake-fact/biologico-nuove-regole-ue-etichettatura.html

     

    SIMBOLOGIA CHE IDENTIFICA UN PRODOTTO "CHILOMETRI ZERO"

    Si riferisce ai prodotti agricoli: in questo caso, dicendo che un prodotto è "a chilometri zero" s'intende dire che, per arrivare dal luogo di produzione a quello di vendita e consumo, esso ha percorso il minor numero di chilometri possibile (che, ovviamente, ben di rado è davvero pari a zero). L'idea di fondo, in sostanza, è quella di ridurre l'impatto ambientale che il trasporto di un prodotto comporta, in particolare l'emissione di anidride carbonica che va ad incrementare il livello d'inquinamento.

    Secondo questa filosofia risulta vantaggioso consumare prodotti locali in quanto accorciare le distanze significa aiutare l'ambiente, promuovere il patrimonio agroalimentare regionale e abbattere i prezzi, oltre a garantire un prodotto fresco, sano e stagionale. S'interrompe così quella catena che è nata con la grande distribuzione, che lavora con i grandi numeri, a scapito della riscoperta del rapporto consumatore-produttore. L'idea di prodotti "a chilometri zero", essendo sensibile alla riduzione delle energie impiegate nella produzione, oltre a diminuire il tasso di anidride carbonica nell'aria porta ad un uso consapevole del territorio, facendo riscoprire al consumatore la propria identità territoriale attraverso i piatti della tradizione. È un modo di opporsi alla standardizzazione del prodotto, che provoca l'aumento della produttività facendo però perdere la diversità.

    Il sistema dei "chilometri zero" si esprime attraverso diversi canali: la modalità di vendita più diffusa è quella che si effettua tramite i distributori automatizzati, tipicamente situati nelle piazze o in altri luoghi pubblici. Molteplici sono gli spazi che vengono adibiti alla vendita diretta per gli agricoltori locali all'interno dei mercati comunali e rionali.

     

     

    SIMBOLOGIA CHE IDENTIFICA UN PRODOTTO "EQUO E SOLIDALE"

    Commercio Equo e Solidale

    Il commercio equo e solidale, detto anche fair trade, è un sistema di distribuzione commerciale inventato per far arrivare nelle nostre case prodotti provenenti da Paesi lontani nel rispetto dei diritti dei lavoratori che li hanno realizzati.  Vi è una attività di acquisto diretto presso piccoli produttori nel Terzo Mondo e vendita diretta ai consumatori di prodotti, prevalentemente agro-alimentari e artigianali, con lo scopo di eliminare gli svantaggi per produttori e consumatori che sono imputati all'attuale organizzazione commerciale internazionale. Le radici del commercio equo e solidale affondano infatti in una peculiare visione politica delle relazioni Nord/Sud e della cooperazione internazionale, che cerca di coniugare attività a favore dei processi di liberazione e autonomia presenti nel Sud del mondo (attività tipica della cooperazione internazionale tradizionale) con la critica radicale ai rapporti economici internazionali e col valorizzare la dimensione etica e politica del consumo: trade, not aid: commercio, non aiuti. Questo slogan, che ha accompagnato la nascita del commercio equo e solidale trentacinque anni fa (tra Olanda e Svizzera), risulta tuttora valido e identifica il senso complessivo che esso si propone: contro lo squilibrio Nord/Sud (ma oggi sarebbe meglio dire Centro/Periferia) e lo sfruttamento dei popoli, il fulcro dell'azione solidale deve concentrarsi non tanto nell'aumento di aiuti, quanto nella modifica degli iniqui meccanismi economici e commerciali che perpetuano le condizioni di subordine, dominazione e squilibrio di tanta parte del Sud del pianeta.

    https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=celex%3A51999DC0619

     

     SIMBOLOGIA CHE IDENTIFICA UN PRODOTTO "VIETATO AI MINORI DI ANNI 18"

    SOMMINISTRAZIONE E VENDITA ALCOLICI AI MINORI DI 18 ANNI EQUIPARAZIONE DEI DIVIETI CON SANZIONI DIVERSE

     

    Riteniamo utile ricordare che Il Ministero dello Sviluppo Economico, lo scorso 4 febbraio, con la risoluzione 18512/13, ha definitivamente chiarito che l’applicabilità del divieto di vendita di bevande alcoliche ai minori di anni 18, previsto dall’art. 7 del DL 158/2012, vale anche per la somministrazione sul posto, in linea con analogo parere del Ministero dell’Interno. Il codice penale già prevedeva per chi somministrava in un luogo pubblico o aperto al pubblico, bevande alcooliche a un minore degli anni sedici, l'arresto fino a un anno, mentre il predetto DL 158, meglio conosciuto come “decreto salute”, ha  stabilito il divieto di vendita di bevande alcoliche ai minori di anni 18, sanzionato però amministrativamente con la pena pecuniaria da 250 a 1000 euro. Secondo i Ministeri, il Legislatore con il termine “vende” non può però che avere voluto intendere “fornire” le bevande alcoliche ad un soggetto minore di anni 18, senza distinguere tra vendita, somministrazione o consumazione per cui a loro parere, non ci sarebbe alcuna differenza tra il mettere a disposizione del cliente minore di età, la bevanda alcolica in bar o nel negozio e quindi tra somministrazione e vendita.  Pertanto oggi è vietato sia vendere che somministrare sul posto bevande alcoliche a minori degli anni 18; nel caso di vendita di bevande alcoliche a minori degli anni 18, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a 1000 euro; nel caso di somministrazione di bevande alcoliche a minori degli anni 16, la sanzione è  l'arresto fino a un anno; nel caso di somministrazione di bevande alcoliche a minori degli anni 18, ma maggiori degli anni 16,  si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a 1000 euro. L’interpretazione dei Ministeri porta dunque come paradossale conseguenza l’applicazione di sanzioni diverse per due fattispecie ritenute uguali dagli stessi Ministeri. Infatti la vendita di bevande alcoliche a minori di anni 16 è sanzionata in via amministrativa, mentre la somministrazione sul posto di bevande alcoliche agli stessi minori di anni 16 è sanzionata penalmente.

     

     

     

     

    L'immagine è stata scattata al momento dell'inserimento del prodotto sul sito Shop-PAm.it ed è puramente rappresentativa. Ignora eventuali date di scadenza riportate sulla confezione.

    I produttori possono modificare senza preavviso la ricetta,gli allergeni o gli ingredienti dei prodotti così come la confezione. Le informazioni possono quindi differire rispetto a quelle mostrate sul sito. Si raccomanda di leggere attentamente l'etichetta, gli avvertimenti e le istruzioni riportate sulla confezione prima di consumare o utilizzare il prodotto.

     

     

     

    Spedizioni, Resi , Proposta Prodotti Mancanti

     

    CONSEGNA

     

    Al momento della consegna dei Prodotti il Cliente è tenuto a verificare che l’imballo principale  e i prodotti al suo interno non siano dannegiati ,  bagnati o comunque alterati. Eventuali danni all’imballo e/o al Prodotto o problemi inerenti la mancanza di uno o più Prodotti devono essere segnalati entro 24 ore dalla avvenuta consegna  contattando l'Assistenza Clienti con le seguenti modalità:

     

    - per e-mail, scrivendo a servizioclienti.balduina@shopcappelli.com

     


    - per telefono, al numero Tel.: 06/35340309 Fax 06/35340248 ;

     

     

     

    RESI

     

    Le richieste di reso  possono essere gestiti direttamente su shopcappelli.com utilizzando la funzione presente sulla voce "Profilo" -> "Richieste di Reso"

     

     

     

    PROPOSTA PRODOTTI MANCANTI

     

     In alcuni casi può accadere che il prodotto ordinato su shopcappelli.com non sia presente momentaneamente sul Punto Vendita

     

    in questo caso verrà inviata una notifica in tempo reale al cliente, se il cliente è disponibile in quel momento il sistema gli proporrà una lista di prodotti simili sicuramente disponibili in quel momento, a questo punto il cliente sceglie se optare per un altro prodotto oppure rinuciare.

     

    Nel caso il cliente rinunci al cambio prodotto le verrà inviato un coupon da scontare sulla prossima spesa.